
L’entrata in vigore della Direttiva Europea Bolkestein ha segnato un momento di svolta per il settore delle concessioni balneari in Italia.
Con la scadenza di tutte le concessioni al 31 dicembre 2023 e l’imposizione di bandi pubblici per l’assegnazione delle stesse, gli operatori del settore si sono trovati di fronte a nuove sfide. In questo contesto in evoluzione, l’implementazione di soluzioni di Accessibilità Universale come InclusionBeach potrebbe rappresentare un’opportunità significativa per i proprietari degli stabilimenti balneari.
La direttiva europea Bolkestein, adottata nel 2006, ha lo scopo di promuovere la libera circolazione dei servizi all’interno dell’Unione Europea, garantendo un’equa concorrenza tra le imprese e migliorando l’accesso ai servizi per i cittadini. In Italia, questa direttiva ha avuto un impatto significativo sul settore delle concessioni balneari, ponendo fine alla pratica delle proroghe automatiche e introducendo la necessità di un bando pubblico per l’assegnazione delle concessioni.
In questo contesto, l’installazione di InclusionBeach negli stabilimenti balneari potrebbe offrire un vantaggio competitivo ai proprietari durante il processo di assegnazione delle concessioni.
Grazie al suo Sistema Modulare di Accessibilità Universale, InclusionBeach non solo rende le spiagge accessibili alle persone con disabilità, ma potrebbe anche aumentare il punteggio complessivo di valutazioni nel caso di progetti presentati su evidenza pubblica delle amministrazioni comunali.
La presenza di infrastrutture accessibili potrebbe essere vista come un elemento positivo, dimostrando l’impegno degli operatori nel garantire l’accessibilità e l’inclusione per tutti i cittadini.
Inoltre, gli stabilimenti balneari che implementano InclusionBeach potrebbero essere considerati delle risorse preziose per le comunità locali, in quanto contribuiscono alla creazione di spiagge più inclusive e socialmente responsabili; tali concessioni potrebbero godere dinuna tutela specifica come progettualità di utilità sociale.
Questi stabilimenti non solo offrirebbero un servizio essenziale alle persone con disabilità, ma contribuirebbero anche alla tutela della tipicità sociale delle spiagge italiane, promuovendo valori di inclusione e diversità. Il titolare di una concessione balneare di questo tipo potrebbe avanzare alle amministrazioni pubbliche una richiesta specifica di prosecuzione della propria attività.
Infine, l’installazione di InclusionBeach potrebbe offrire una protezione aggiuntiva agli stabilimenti balneari nel caso in cui dovessero perdere la concessione. La presenza di infrastrutture accessibili potrebbe essere considerata un valore aggiunto durante eventuali trattative di indennizzo introdotte da specifica legislazione in merito, riconoscendo il contributo degli operatori alla promozione dell’accessibilità e dell’inclusione sul territorio.
In conclusione, InclusionBeach rappresenta non solo un’opportunità commerciale e di business per gli stabilimenti balneari italiani, ma anche un passo significativo verso la creazione di una società più inclusiva e accessibile per tutti i cittadini. Investire nell’Accessibilità Universale non solo porta benefici economici, ma contribuisce anche a promuovere valori di solidarietà, uguaglianza e rispetto dei diritti di tutti.


